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Era un isolato situato nell'attuale Piazza del Duomo, il cui nome derivava da un’osteria del XVI secolo con l'insegna
di una donna che suonava un'antico strumento popolare “la ribeba”. Di fronte sorgeva il Coperto dei Figini, un porticato rinascimentale eretto nel 1472: per secoli fu il cuore del passeggio milanese, ospitando botteghe storiche e i primi caffè.
Entrambi i complessi erano considerati d’intralcio alla modernizzazione. Il Coperto dei Figini fu demolito nel 1864 per
far spazio alla Galleria Vittorio Emanuele II. Questa monumentale opera di Giuseppe Mengoni, con la sua avveniristica struttura in ferro e vetro, esigeva un ampio respiro che i vecchi stabili soffocavano.
Il Rebecchino (sotto a sn nel dipinto) resistette fino all'ottobre 1875: fu abbattuto in tempi record per la visita dell'imperatore Guglielmo I. La Galleria fu infine inaugurata il 30 dicembre 1877, ma alla cerimonia non partecipò il Re
né l'architetto: Mengoni morì tragicamente cadendo da un'impalcatura pochi giorni prima, mentre Vittorio Emanuele II
si spense poco dopo, nel gennaio 1878. La scomparsa dei vecchi vicoli svelò finalmente il volto solenne della Milano sabauda, segnata da questo estremo sacrificio architettonico…. e nel 1917 si accendono le luci: nasce “la Rinascente”.
